Diritti delle donne in Arabia Saudita

Una donna che cerca 329033

Non vengono eletti funzionari a livello nazionale. Evidentemente, le minoranze religiose e le donne sono i principali bersagli delle leggi discriminatorie. Per sostenere questa tesi, è sufficiente ricordare che, nel maggioun mese prima che le donne potessero guidare per la prima volta, le autorità saudite hanno arrestato diverse attiviste per i diritti delle donne. Di conseguenza, molte di quelle donne che avevano precedentemente espresso il loro dissenso sono state arrestate.

Le bambine hanno preso posto senza conoscenza cosa aspettarsi. Altre immagini ritraevano donne con herpes o malattie sessualmente trasmissibili. Al Ahmadi e le sue compagne erano terrorizzate. Per evitare un caso simile, ammonivano le visitatrici, dovevano acconsentire alle loro famiglie ed evitare di mescolarsi con i ragazzi, altrimenti addirittura loro sarebbero state rinchiuse o si sarebbero ammalate. Sono questi i primi ricordi di Al Ahmadi, che oggi si batte per i diritti delle donne e vive negli Stati Uniti, sul modo in cui il autoritа saudita costringe le donne a attenersi il suo sistema patriarcale di aiuto. In base a questo sistema, un parente maschio — marito, padre oppure, in alcuni casi, figlio — ha la piena autorità per prendere le decisioni fondamentali per conto di una donna. Anni dopo Al Ahmadi ricorda ancora quelle immagini e la angoscia che evocavano. Peggio che in carcere Il poco che si sa del sistema Dar al Reaya proviene da notizie brevi e frammentarie, dai racconti di chi ha lavorato nei centri e dalle testimonianze di ex detenute, conosciute come nazeelat.

Alla quale non dobbiamo sottrarci mai! Con questi sono presenti anche le donne, e ci sono per il agevole fatto di essere donne! Beh, avvenimento dire? Le donne hanno bisogno.? Chi sia questo arbitro supremo che determina il bisogno, non ci è certo saperlo! Lei e le sue compagne ricevono la visita di un aggregazione di donne di un centro Dar al Reaya, il famigerato sistema di strutture di detenzione femminile. Le piccole siedono, e sulla parete sono proiettate le foto di piccole celle in grado di ospitare due o quattro ragazze. Altre immagini mostrano donne insieme herpes o malattie sessualmente trasmissibili. Al Ahmadi e le sue compagne sono terrorizzate.

Innanzitutto, prima di addentrarsi nelle riforme, affare specificare che in Arabia Saudita vige un regime estremamente restrittivo, se non il più rigido al mondo, per quanto concerne la capacità delle donne di esercitare i propri diritti e le proprie libertà politiche, sociali, economiche e civili. Secondo il sistema del guardiano, noto come wilaya o wisaya, ogni donna saudita a prescindere dalla sua età deve dipendere da un wali al-amr, ovvero un tutore legale, per quanto concerne innumerevoli aspetti della sua vita pubblica e privata. Nel caso in cui una donna passi dalla condizione coniugale a quella di vedovanza, il ruolo di guardiano viene trasferito al familiare di sesso maschile a lei più prossimo, come ad esempio il padre, il fratello oppure il figlio. Secondo gli esperti sauditi di questioni religiose la legittimità del sistema del guardiano è da ricondursi alla volontà divina pronunciata nella sura Q.