Targhe estere: fisco fregato grazie al Dl Sicurezza

Italiana nostrana onesta senza 66098

Uno spettro si aggira nel cinema italiano. Il soggetto, è noto, si sviluppa intorno a uno dei capisaldi del sentire comune nazionale. Checco Zalone e Gennaro Nunziante sua la regia, onesta ma senza nerbo mettono in scena il sogno tutto italiano del posto fisso, meglio se statale. Si assorbono uffici, si chiudono le Province, ma il sogno non crolla se non sul finale, in cui a trionfare è la faccia bella del Paese, quella di chi è pronto a uscire dal bozzolo della mediocrità e si confronta col mondo accettandone le sfide. Insomma, un film che con incedere semiserio racconta il culto del posto fisso elevato a religione «Cosa vuoi fare da grande? Nel cinema di Zalone la rabbia non esplode mai. Spaccona e trasandata, certo, ma sostanzialmente innocua il solito mito degli italiani brava gente e capace addirittura di strappare un sorriso. In Quo vado? Un film con varie anime e a più livelli, dunque, che consentendo a ogni spettatore di sintonizzarsi sul registro discorsivo più prossimo al proprio finisce per piacere a tutti, o quasi.