Gesù e la peccatrice: il linguaggio dell’amore

Il profumo 259073

Partendo dalla narrazione dei Vangeli, il priore di Bose ripercorre il rapporto del Messia con figure quali la donna malata di emorragia uterina che osa toccarlo sebbene sia «impura»; la straniera, greca di origini siro-fenice, quindi pagana; le sorelle Marta e Maria; la donna sorpresa in adulterio. Nel brano che anticipiamo in questa pagina la protagonista è la prostituta che lava i piedi a Gesù in casa di Simone, tradizionalmente ma impropriamente identificata nella Maddalena. Il testo base è Luca 7, 2. Egli accetta l' invito, entra a casa sua e si adagia a tavola insieme a lui per questo banchetto riservato solo a maschi. Ed ecco che una donna, notoriamente una prostituta, dunque una peccatrice manifesta e riconosciuta tale dagli abitanti di quella città, saputo che Gesù si trova a tavola in quella casa, con audacia si presenta al banchetto portando un vasetto di alabastro pieno di profumo. Lc 9,23; 14,27si rannicchia «ai suoi piedi» in posizione di ascolto, di discepola, come Maria di Betania: cfr. Lc 10,39 e fa quello che sovente faceva per mestiere: lavare i piedi dei clienti e profumarli. Ha sentito parlare di Gesù, lo ha ascoltato e lo ama a tal punto da osare con audacia un gesto straordinario. Un mestiere non scelto È una donna anonima non perché non abbia dignità, ma perché ognuno dei lettori e delle lettrici del vangelo possa non sentirsi estraneo alla sua condizione, quindi da lei rappresentabile.

Tutti la conoscevano bene, sapevano della sua vita dissoluta, ma questo non la intimorisce, né la porta ad arrendersi il suo desiderio. Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Chi di loro dunque lo amerà di più? Simone rispose: «Suppongo come colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai assolto bene». E, volgendosi verso la femmina, disse a Simone: «Vedi questa donna?