Gesù e la prostituta nell’amore non c’è timore

Il profumo 272829

Nel nostro racconto Gesù è invitato a tavola da Simone, un fariseo, un uomo religioso, osservante della Legge e giusto, irreprensibile nel suo comportamento. Ed ecco che una donna, notoriamente una prostituta, dunque una peccatrice manifesta e riconosciuta tale dagli abitanti di quella città, saputo che Gesù si trova a tavola in quella casa, con audacia si presenta al banchetto portando un vasetto di alabastro pieno di profumo. Entra furtivamente, di nascosto, si ferma «dietro» a Gesù come i discepoli: cfr. Lc 9,23; 14,27si rannicchia «ai suoi piedi» in posizione di ascolto, di discepola, come Maria di Betania: cfr. Lc 10,39 e fa quello che sovente faceva per mestiere: lavare i piedi dei clienti e profumarli. Ha sentito parlare di Gesù, lo ha ascoltato e lo ama a tal punto da osare con audacia un gesto straordinario.

Vedendo questo, il fariseo che l'aveva chiamato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la femmina che lo tocca: è una peccatrice! Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». Chi di esse dunque lo amerà di più?

Chi di loro dunque lo amerà di più? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai certo l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi insieme le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; ella invece, da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con estratto il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di aroma. Viceversa, ragiona perfettamente la donna affinché non permette a niente e a nessuno di separare la maternità dalla sua natura femminile. Dal canto adatto l'uomo, portato com'è a capire inferiore le ragioni del cuore e più quelle della fredda ragione, spesso considera debolezza la tenerezza accogliente del ardimento femminile, finendo per giudicarne dall'alto in basso anche l'umana fragilità. Non è certo questo il caso dell'uomo Gesù, sul quale oggi audacemente si gettano due braccia femminili per lavargli, asciugargli, profumargli, baciargli i piedi, con l'effusione amorosa non dico di una consorte, ma di una mamma china sul suo bambino. A quel tempo, in occasione di grandi banchetti chiunque poteva entrare in casa a curiosare.