Vi racconto perché per me essere “sottomessa” : slave è speciale

Schiava sottomessa 395390

Voglio piacergli e ho sempre il dubbio che nel mio corpo ci sia qualcosa che non lo eccita abbastanza. Lo vedo esitare. Mi osserva serio e io sento addosso gli anni, la pelle che ha ceduto in qualche punto, i glutei, ecco, quelli no, mi piacciono ancora e la linea della schiena penso sia bella. Io non so quel che lui avrà voglia di farmi. Sono io che lo chiedo e lui nella mia camera si trasforma. Chinata, vuole la mia schiena, e io mi sento più sicura. Fa scivolare la sua mano lungo la colonna vertebrale e poi molla uno schiaffo sulla coscia, dove fa più male.

Epoca una piccola stanza, arredata con arredamento semplice. Un tavolo, quattro sedie, posteriore una libreria. Dentro una donna ben fatta, con i capelli lunghi, bruna. Circo era il suo contatto su Internet. Di solito e donne vengono qui accompagnate. Da un padrone. Noi cerchiamo di esaudire tutti, ma ella capirà, i giornalisti, i curiosi, dobbiamo difendere la nostra privacy. Cosa posso fare per conquistare la sua fiducia?

Non ho mai realmente capito cosa significasse appartenere. Non ho certamente mai allegato cosa fosse la devozione. Non sono mai riuscita a vedere me stessa come il fine e non come il mezzo. Non ho mai esausto la voglia di inventiva ed decisione. Non ho mai visto il capriccio del mio padrone come il più importante strumento nelle mie mani per compiacere, rendere orgoglioso di possedermi, sentirmi brava, sentirmi sua. Non ho giammai pensato che sottomettersi fosse la più grande forma di libertà. Non ho mai vissuto quale destinatario e non oggetto della pratica. Non ho giammai sperimentato il piacere che nasce dalla mente e pervade il corpo Non ho mai sentito in me la convinzione Non ho mai creduto durasse Non ho mai…fino a te È passato un mese da quando ti appartengo. Un mese.

Non si era sbagliato: dopo circa 15 giorni ricevette una lettera di Moana con una sua splendida fotografia, ove Lei si diceva contenta di accogliere il suo invito per un week-end in riviera, lasciandogli il suo album di telefono. Insomma, alla fine di quei tre giorni, lei aveva marcato di seguirlo a Modena per un periodo di prova con, in angolazione, il matrimonio. E adesso vieni affinché ti voglio far vedere una avvenimento. Mentre scendevano le scale, lei epoca insolitamente silenziosa, forse per la tensione? Un brivido corse lungo la dorso di Moana e Mario che stava aspettando la sua reazione, vide un lampo di paura nei suoi occhi. Le disse in tono ironico. Autenticazione che era legata di schiena, seni, ventre e sesso non furono risparmiati e Moana sentiva ormai la carnagione bruciarle.